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Soggiorno britannico

A giugno sono stato due settimane in Inghilterra, nel Kent, precisamente a Broadstairs, per partecipare ad un corso organizzato dalla KSE (Kent school of english), per imparare lingua e cultura del popolo britannico. Devo dire che è stata un’esperienza fuori dal comune, davvero intensa ed incredibile. Sono stato in famiglia, con altri tre ragazzi stranieri, e mi ha fatto capire un po’ come sarebbe il mio eventuale anno all’estero: una convivenza estrema, condivisione totale di spazi e parole, pensieri, opinioni. La mia famiglia in particolare è stata fantastica; prima di tutto la host mum, Pauline, una vera forza della natura. è il vero capo di casa: lava, stira, cucina, da retta a gli studenti, al figlio diciottenne (Tony) e la sua fidanzata (Kayle), al FIGLIO di 8 mesi di Tony e Kayle e al marito (Keith), il nonno più figo della terra <3. Per quanto casino ci potesse essere in casa (urla e litigi stupidi intendo, la casa era immacolata!), mi sentivo un po’ a casa mia, quella italiana, per quella naturalezza dei gesti che sta a significare “non c’è un ospite in casa, è soltanto Simone”. Per quanto poco possa essere stato lì, quando mi sono venuti a prendere per portarmi all’aeroporto ho pianto, letteralmente, come una fontana. Un fiume di lacrime. Riguardando la mia foto con Pauline mi vengono ancora le lacrime, per essere stato così bene, così in pace lì, con dei perfetti sconosciuti. Thank you Pauline!

pauline

 

 

 

 

 

 

 

 

 

a presto informazioni sul college e le attività

Simone

 

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Welcome

Ciao a tutti, sono Simone è questo è il blog di un casinista (e la sua stanza lo conferma). Qui a Roma sono 30 gradi ma ho comunque deciso di mettermi al computer per creare questo sito. Mi attirava l’idea che, in futuro, rileggerò queste pagine di vita passata e dirò “cavolo che scemo!”. Mi piace lasciare una traccia del mio cammino, un documento che attesti che “ci sono passato anch’io”, qualcosa per cui ridere o piangere. Vorrei fare un anno all’estero, in particolare in Asia, in Giappone o ad Hong Kong. Parteciperò alle selezioni di Afs Intercultura, e so già che sarà un percorso duro. Tutti i giorni leggo di ragazzi e ragazze che per quanto fossero bravi e belli e decisi, siano stati scartati miseramente. Dicono che anche questo sia parte dell’esperienza; il dover far pace con il cervello che preme per l’ansia, il dover convivere con il mostro chiamato “attesa”, che ti segue ovunque tu vada, anche nel tuo sogno più bello. Forse è proprio questo che ti spinge a provarci, questa bramosa voglia di rischiare, quella che mi sta consumando assieme al torrido caldo estivo. Non penso che farò colloqui con altre associazioni oltre ad IC, la vedo come una sfida con me stesso. In questi ultimi quindici anni di vita mi sono accorto di aver sempre lasciato tutto a metà, tutto inconcluso, e se ce la farò, sarà finalmente la prima grande cosa ultimata, e se non ce la farò, sarà comunque finita, e sarò soddisfatto così, per quanto possa già sentire la delusione salire in me :S

Spero vi piaccia questo blog, alla prossima

Saimon