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Vita alla KSE

come promesso, vi parlerò per bene della KSE! Partiamo dal presupposto che io sono partito da solo, quindi sono stato classificato come “Indipendent” e quindi spostato automaticamente nell’Indipendent Group. Cominciamo dalle basi: appena arrivato, mi hanno consegnato un document wallet (porta-documenti) dove tenere i miei libri e dei fogli moolto importanti; Immagine

questo foglio in pratica spiega quello che farò e le varie modalità (scuola, vita in famiglia ecc.)

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questa è la mappa di Broadstairs (sono contrassegnati dalle lettere i punti di incontro e comunque quelli più importanti della cittadina), grazie alla quale sono riuscito a perdermi il mio primo giorno di scuola!!

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questo è il programma di una settimana: come ho detto prima, essendo un Indipendent student, devo seguire un programma prestabilito con orari e punti di incontro. Sono rimasto due settimane e ogni volta cambiano leggermente (purtroppo per noi indipendent quasi per niente, siamo stati due volte a Canterbury)

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norme e regole sulla sicurezza\educazione. la lista completa era davvero troppo lunga per essere pubblicata, ma non era nulla di speciale: a mio parere racchiudeva semplicemente  regole di buona educazione.

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e infine, una mini mappa di Londra per orientarci durante la gita; appena arrivati una breve visita degli itinerari più famosi, poi ci lasciavano a Piccadilly circus e ci dicevano di tornare entro un orario limite (a meno che non si volesse dormire la notte per strada…), pranzo libero, chi s’è visto s’è visto. Lo ritengo un po’ troppo pericoloso lasciare un branco di quindicenni vagare per tutta Londra da soli, ma vabbè…

Tralasciando Londra, in ogni caso eravamo costantemente “controllati”, ma nel senso buono della parola, ovvero non potevamo mai seriamente correre rischi: avevamo un programma che scandiva tutti e 14 i nostri giorni di permanenza, quindi non c’era bisogno di pensare a nulla, se non arrivare puntuali. Le lezioni erano davvero interessanti, poi io sono stato collocato nel Level 4, abbastanza alto, dove si faceva moltissimo speaking e listening, che mi ha permesso di approfondire aspetti culturali-linguistici davvero appassionanti dell’inglese.

Se avete domande o critiche da pormi, non esitate a scrivermi nei commenti

Simone

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